Il bilancio dell’Italia alla Paralimpiade di Tokyo

Straordinaria come l’Olimpiade.

Si è conclusa a Tokyo una Paralimpiade di grandissime soddisfazioni per l’Italia con 69 medaglie portate a casa (14 d’oro, 29 d’argento e 26 di bronzo) e il nono posto nel medagliere.

 

E grande soddisfazione emerge anche dalle parole del presidente del Comitato italiano paralimpico Luca Pancalli: “Il bilancio di questa Paralimpiade non può che essere più che positivo. Il risultato in termini di medaglie ci inorgoglisce, ma al di là di ciò voglio far risaltare che questo è il frutto di un lavoro molto duro, di sacrifici e di umiltà ed è ancora più importante perché oltre i numeri proviene da 11 discipline differenti, fermo restando che il nuoto azzurro ha rappresentato una straordinario risultato ma ci sono state anche tante altre medaglie da altre discipline”.

 

In tutto, tra Olimpiade e Paralimpiade, l’Italia torna a casa con 109 medaglie: “È la conferma che siamo sempre di più due facce della stessa medaglia. Come nelle Olimpiadi siamo arrivati al nono posto e ci confermiamo nella top ten: molti rispetto a Rio hanno perso medaglie o magari sono rimasti stabili, chi è andato veramente avanti è solo l’Italia”.

 

“Era tutto previsto – prosegue il presidente – la mia mitologica scaramanzia mi impedisce di esprimermi prima ma il contrario avrebbe significato aver lavorato male, noi invece sapevamo di aver lavorato alla grande. Sui risultati ci aspettavamo qualcosina che forse è mancato, ma siamo più che soddisfatti e consapevoli che forse a Tokyo si sta concludendo un ciclo iniziato 12 anni fa su cui abbiamo investito e creduto molto, e lo testimonia una delegazione con più del 50% di esordienti, molti dei quali andati a medaglia, ma la metà erano veterani. Parigi è fra tre anni, è giusto guardare al futuro ma bisogna rimettersi al lavoro immediatamente”.

 

Il risultato dei 100 metri (con l’Italia che ha colonizzato tutto il podio) è stato la più bella istantanea con cui chiudere una Paralimpiade straordinariamente bella per i risultati e per aver regalato dalla testimonianza di ogni singolo atleta l’immagine dell’Italia più bella, del Paese che sta tentando faticosamente di uscire dalla pandemia. L’immagine di atleti che hanno fatto della loro resilienza la connotazione non solo come atleti ma di uomini e donne di questo Paese, forse anche per questo abbiamo ricevuto così tanto affetto e calore. Vedere le principali testate aprire oggi con l’immagine delle nostre atlete mi ha fatto dare un pizzicotto per vedere se fosse vero o se stessi sognando, ma l’attimo dopo è prevalsa la razionalità e con orgoglio dico che noi abbiamo lavorato per questo”.

 

“Dopo questi risultati si riparte come abbiamo sempre fatto, non addormentandoci sugli allori ma sapendo che stiamo giocando una partita molto lunga e che il risultato deve ancora arrivare, partendo però da più avanti rispetto al passato. Ho ricevuto messaggi da persone che non conosco, mia madre che ha 86 anni è stata la nostra prima tifosa: siamo contagiosi, e questo contagio positivo mi auguro non si spenga con lo spegnimento della fiaccola. Su questa fiaccola bisogna costruire un’Italia migliore: nel nostro Paese ci sono 3 milioni di disabili, togliendo gli anziani abbiamo più di 1 milione di ragazzi da intercettare. Tutto quello che abbiamo fatto a Tokyo mi auguro aiuti a tenere alti i riflettori sui percorsi di politica sportiva e sociale necessari per fare in modo che tra tot anni la nostra delegazione non sarà di 113 atleti, ma magari di 300 o 350”.

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